Venezia, Protesta Contro Stand Di Benetton All’università

Così ridevano di Gianni Amelio è, nel 1998, il nono Leone d’oro vinto da un film italiano. Nel 1995, la mostra celebra il ritorno dietro la macchina da presa del regista italiano Michelangelo Antonioni con Al di là delle nuvole . Grazie ad una lunga e notevole serie di iniziative ed eventi, la mostra appare rinvigorita. Durante il suo mandato, Gillo Pontecorvo sembra riuscire a portare a termine la sua “missione”. Venezia ospita le Assise degli autori e numerosi convegni; inoltre vede la luce l’UMAC , nata dalla fusione di AAIC e Associazione nazionale autori cinematografici.

I primi due anni furono sotto la direzione di Ernesto G. Laura, direzione che passò successivamente a Gian Luigi Rondi e quindi a Giacomo Gambetti. Come parziale compensazione della mancata competizione, vennero inaugurate nuove sezioni, tese ad ampliare l’offerta della mostra. Con il ritorno alla normalità, tornano a Venezia anche le grandi icone del cinema mondiale, tra le quali spiccano Rita Hayworth, Joseph Cotten, Olivia de Havilland; ma la vera protagonista è l’attrice romana Anna Magnani, premiata per la sua splendida interpretazione ne L’onorevole Angelina di Luigi Zampa con la Coppa Volpi per la migliore attrice nel 1947. Dopo la triste parentesi, la mostra riprende a pieno regime nel 1946 a seguito della conclusione della guerra, ma le proiezioni si svolgono stavolta al cinema San Marco, a causa della requisizione del Palazzo del Cinema da parte degli Alleati.

Fonti della questura interpellate da ilfattoquotidiano.it escludono informative che riguardino la loro presenza. La contestazione indubbiamente ci sarà, anche con forme di disobbedienza civile di cui la medesima Questura è già a conoscenza. Gli “Extinction Rebellion”, un movimento internazionale nonviolento, fondato in Inghilterra in risposta alla devastazione ecologica e che chiama alla disobbedienza civile per chiedere ai governi di invertire la rotta sulle scelte che stanno portando verso il disastro climatico, hanno già annunciato che da oggi stesso si faranno notare, pur senza dare precise indicazioni.

Tra i registi più noti, ancora una volta Takeshi Kitano, che con il premio speciale alla regia porta a casa un’altra statuetta dopo il successo del 1997, poi Amos Gitai, Randa Chahal Sabbaq, Jacques Doillon e Tsai Ming-Liang. Il primo premio quest’anno va alla pellicola di Taiwan Città dolente di Hou Hsiao-Hsien, che punta per la prima volta i riflettori sul poco conosciuto cinema asiatico, destinato a vivere un vero e proprio boom nel decennio successivo, grazie soprattutto ai numerosi premi del festival stesso. L’uomo simbolo della rinascita della mostra è sicuramente Carlo Lizzani, direttore della rassegna tra il 1979 ed il 1982, che riesce nell’arduo compito di restituire al festival il prestigio meritato, perduto nel decennio precedente. Orientato ad offrire un’immagine più moderna e pronta della mostra, il neo-direttore formò un comitato di esperti per aiutarlo a selezionare le opere e a dare ancor più una svolta al festival. Tra i collaboratori figurano personaggi di spicco dell’ambiente culturale italiano, ma non solo, dell’epoca, tra i quali Alberto Moravia, Cesare Giuseppe De Michelis, Roberto Escobar, Giovanni Grazzini, Enzo Scotto Lavina e Paolo Valmarana. In questi anni, finalmente Venezia può celebrare il ritorno alla mostra del cinema statunitense, che si presenta con nuovi registi, quali Elia Kazan, Billy Wilder, Samuel Fuller, Robert Aldrich.

«Riguardo la contestazioni di oggi – conclude il rettore -, non si rileva alcun nesso di causalità o relazione tra quanto viene presunto dal collettivo Lisc a carico delle aziende verso cui si rivolge la protesta, e l’impedire il contatto tra studenti e aziende». VENEZIA. La presenza dello stand di Benetton al “Career Day” dell’Università Ca’ Foscari di Venezia ha indotto una ventina di studenti del collettivo Lisc ad inscenare una protesta contro l’appuntamento legato alla domanda-offerta di lavoro. Per il rettore Michele Bugliesi si è tratta di «una protesta ideologica quanto inconsistente». iConsigli.it sceglie e raccomanda in maniera indipendente prodotti e servizi che si possono acquistare online o tramite la consulenza di esperti.

Dal 1969 al 1979 la rassegna si tenne, ma non furono assegnati premi e si tornò alla non-competitività della prima edizione. Il Leone d’oro fece il suo ritorno solamente nel 1980, paradossalmente in doppia copia, per la vittoria ex aequo di Louis Malle e John Cassavetes. Dal 1963 il vento delle novità porto il “professore” Luigi Chiarini alla direzione della mostra, aprendo un’era che durò fino al 1968.

L’intesa passa dall’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti che renderà di fatto Aspi una public company. E’ l’alba quando,dopo sei ore di riunione assai tesa e dure discussioni, il Consiglio dei ministri dà mandato a Cassa depositi e prestiti per avviare, entro il 27 luglio, il percorso che dovrebbe portare all’uscita progressiva dei Benetton, prima scendendo al 10-12% dell’azionariato, poi con un’ulteriore diluizione in coincidenza con la quotazione in borsa di Aspi. E’ l’alba quando, dopo sei ore di riunione assai tesa e dure discussioni, il Consiglio dei ministri dà mandato a Cassa depositi e prestiti per avviare, entro il 27 luglio, il percorso che dovrebbe portare all’uscita progressiva dei Benetton, prima scendendo al 10-12% dell’azionariato, poi con un’ulteriore diluizione in coincidenza con la quotazione in borsa di Aspi.

  • I primi due anni furono sotto la direzione di Ernesto G. Laura, direzione che passò successivamente a Gian Luigi Rondi e quindi a Giacomo Gambetti.
  • La scuola dell’Est europeo, premiata già con il Gran premio della Giuria internazionale ottenuto nel 1947 dall’opera del cecoslovacco Karel Steklý, Siréna, si impone nuovamente grazie alla presenza di nuovi validi autori, tra i quali meritano una citazione Andrzej Wajda e Andrzej Munk.
  • La zona del Lido torna a nuova vita, ospitando eventi e concerti rock nel piazzale antistante il Casinò, e, grazie all’ennesima nuova iniziativa, “CinemAvvenire”, Pontecorvo porta i giovani a vivere il festival da protagonisti; inoltre viene istituita la prima giuria dei giovani, che consegna il prestigioso premio Anica-Flash al miglior film opera prima.
  • Per quel che riguarda il cinema d’oltreoceano, spiccano giovani speranze, come James Gray, Henry Selick , i fratelli Andy e Larry Wachowski, James Mangold, Guillermo del Toro e Bryan Singer.
  • Il vantaggio è che a guidare il vertice sia proprio l’Italia, che presiede il G20 per l’anno in corso, nato nel 1999 per discutere sulle “strategie economiche condivise e coordinate”.

I migliori interpreti di questa edizione sono Paul Muni, premiato per La vita del dottor Pasteur, e Annabella, eccellente protagonista di Vigilia d’armi. Oltre alla Coppa Mussolini, vengono distribuite le Grandi Medaglie d’Oro dell’Associazione Nazionale Fascista dello Spettacolo, inoltre i premi per le migliori interpretazioni e giovani registi alla loro opera prima. Vince la medaglia d’oro il giovane ventunenne padovano Antonio LeonViola per la regia del film muto Fiera di Tipi, girato durante la Fiera di Padova. La miglior attrice è una giovane Katharine Hepburn, premiata per la sua splendida interpretazione in Piccole donne di George Cukor.

L’assegnazione del Leone d’oro del 1990 a Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard suscita nuovamente delle polemiche. Il giudizio della giuria, presieduta da Gore Vidal, lo preferisce al visionario talento emergente di Jane Campion, suscitando aspre polemiche, tanto tra il pubblico, quanto tra gli addetti ai lavori, che riportano alla mente le contestazioni degli anni cinquanta, quando le giurie ignorarono per due volte i film di Luchino Visconti. Venezia ospita in questi anni molti altri grandi film, non premiati o semplicemente fuori concorso, come Zelig di Woody Allen, E la nave va di Federico Fellini, Heimat di Edgar Reitz, il cyberpunk Blade Runner di Ridley Scott, datato 1983, ed il mafia-movie C’era una volta in America di Sergio Leone . Nel 1983 la direzione passa nelle mani di Gian Luigi Rondi, che comunque non si discosta dalla precedente linea di pensiero, rientrando, questa volta da vincitore, dopo le meste dimissioni del 1972. Vengono gettate le basi per una maggiore organizzazione della mostra, istituzionalizzando le sezioni e dando spazio ai maestri del cinema del passato e del presente.

Negli anni della sua presidenza, Chiarini puntò a rinnovare lo spirito e le strutture della mostra, puntando a una riorganizzazione dalla base di tutto il sistema. Per sei anni, la mostra seguì un percorso coerente, secondo i rigorosi criteri dettati per la selezione delle opere in concorso, opponendosi alla mondanità, alle pressioni politiche e alle ingerenze delle sempre più esigenti case di produzione, preferendo la qualità artistica dei film alla crescente commercializzazione dell’industria cinematografica. Venezia lancia definitivamente il cinema giapponese, che si impone alla ribalta in Occidente grazie al Leone d’oro vinto da Rashōmon del grande regista nipponico Akira Kurosawa nel 1951, “bissato” sette anni dopo, nel 1958, da L’uomo del risciò di Hiroshi Inagaki. I racconti della luna pallida d’agosto , L’intendente Sansho di Kenji Mizoguchi e I sette samurai , sempre di Kurosawa, vincono il comunque prestigioso secondo premio, il Leone d’argento, mentre altri film nipponici in concorso, non premiati, come La vita di O-Haru, donna galante di Kenji Mizoguchi e L’arpa birmana di Kon Ichikawa, riscuotono comunque un buon successo. Nel 1938 anche la mostra subisce le pesanti pressioni politiche dettate dal governo fascista.

Nel 1936 è tempo per un’altra “prima volta”, quella della Giuria internazionale, mentre si consolida il prestigio della rassegna, con la presenza ancora una volta di film di registi importanti come Frank Capra (È arrivata la felicità), John Ford , Max Ophüls , René Clair , Josef von Sternberg , Marcel L’Herbier (Vigilia d’armi). Il maggior successo di pubblico, tuttavia, lo riscuote il divo italiano Amedeo Nazzari. La Coppa Mussolini per il miglior film italiano sarà assegnata a Lo squadrone bianco di Augusto Genina, mentre quella per il miglior film straniero vedrà il trionfo de L’imperatore della California del sudtirolese Luis Trenker.

Nel 1949, sotto la direzione del nuovo responsabile Antonio Petrucci, la manifestazione ritorna definitivamente al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia. Viene istituito il Premio Leone di San Marco per il miglior film, vinto per la prima volta da Manon di Henri-Georges Clouzot; ma va segnalato l’esordio di Jacques Tati con Giorno di festa, tra i film del sempre presente e apprezzato cinema francese. La Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile sarà attribuita a Joseph Cotten per Il ritratto di Jennie, mentre quella femminile a Olivia de Havilland per La fossa dei serpenti.

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Le due associazioni degli autori italiani http://www.gazzettadellevalli.it/gdv/advredirect.php?url=https://assoinveneto.org colsero la palla al balzo, organizzando nuovamente le Giornate del cinema italiano, che tuttavia non riuscirono ad affermarsi ed a soppiantare il festival ufficiale. L’edizione del 1960 viene ricordata come la più contestata della storia del festival, per la mancata assegnazione del Leone d’oro a uno straordinario film di Luchino Visconti, Rocco e i suoi fratelli, a favore dell’opera del francese André Cayatte Il passaggio del Reno. Il pubblico in sala fischiò per tutto il tempo della cerimonia di premiazione e della proiezione del film vincitore.

Finita l’epoca di Gillo Pontecorvo, la mostra passa in mano a Felice Laudadio, attuale presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, e la prima rassegna curata da questo direttore rivela internazionalmente il cinema di Takeshi Kitano, il regista giapponese che vince il Leone d’oro 1997 con Hana-bi – Fiori di fuoco. Il 1995 è l’anno di Guglielmo Biraghi come presidente della giuria che premia Cyclo di Tran Anh Hung con il leone d’oro. La rinascita arriva nel 1979, grazie al nuovo direttore Carlo Lizzani, deciso a rilanciare l’immagine e il valore che la mostra aveva perduto nell’ultimo decennio. Quella del 1979 fu l’edizione che gettò le fondamenta per il recupero del prestigio internazionale, operazione che sarà poi portata a termine a tutti gli effetti solo nel decennio successivo. Con la sua preziosa esperienza di regista, Lizzani diede una svolta che partì dal nome, chiamando la rassegna con un semplice e sobrio ‘Mostra Internazionale del Cinema, anziché Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, la denominazione che mantiene ancora oggi. Le agitazioni sociali e politiche del 1968 ebbero forti ripercussioni anche sulla Biennale di Venezia, retta ancora dallo statuto di epoca fascista, e di conseguenza anche sulla mostra del cinema, da questa dipendente, che subì pesanti e continue contestazioni, portando a rompere con la tradizione, secondo le linee di pensiero dell’epoca.

Nel 1972 Stanley Kubrick presentò al pubblico nella rassegna Arancia meccanica, con protagonista Malcolm McDowell, un film che fece discutere e parlare di sé. Negli anni cinquanta il valore della Mostra viene riconosciuto definitivamente in campo internazionale; essa vede un periodo di forte espansione e concorre all’affermazione di nuove scuole di cinema, come quella giapponese e quella indiana, con l’arrivo dei più grandi registi e divi. Questa edizione è anche l’ultima in cui il cinema americano, finora sempre presente in maniera importante, sia quantitativamente, sia qualitativamente, è presente al Lido di Venezia. Si congeda con un premio a uno dei migliori lungometraggi animati di Walt Disney, Biancaneve e i sette nani, e con la Coppa Volpi alla migliore attrice, attribuita a Norma Shearer per Maria Antonietta. La migliore interpretazione maschile sarà quella di Leslie Howard, premiato per Pigmalione, mentre il riconoscimento alla migliore regia sarà conquistato dal tedesco Carl Froelich, autore di Heimat. Nel 2007 il Leone d’oro viene vinto di nuovo da Ang Lee con il film Lussuria, mentre il Leone d’oro alla carriera viene consegnato a Tim Burton.

Agli inizi del decennio, il festival si fece promotore di una profonda opera di rinnovamento del cinema. Vennero create numerose sezioni per diversificare l’offerta ed ampliare il campo d’azione. Vennero presentati importanti film del free cinema inglese, fino ad allora semisconosiuto, come Sabato sera, domenica mattina di Karel Reisz, Sapore di miele di Tony Richardson, o Billy il bugiardo di John Schlesinger, mentre trovò piena consacrazione la Nouvelle Vague francese, presente grazie a Jean-Luc Godard ed Alain Resnais. Per l’ingresso di Cassa depositi e prestiti in Aspi, la proposta transattiva prevede un aumento di capitale per l’acquisizione del controllo da parte di Cdp e l’uscita di Aspi dal perimetro di Atlantia. “In alternativa Atlantia ha offerto la disponibilità a cedere direttamente l’intera partecipazione in Aspi, pari all’88%, a Cdp e a investitori istituzionali di suo gradimento”.

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